domenica 23 febbraio 2014

Concorsi letterari gratuiti in scadenza al 31 marzo 2014

Concorso Nazionale di Poesia: 
Premio Città di Foligno, XVIII Edizione
Scadenza iscrizione:
16 Marzo 2014
Bando:
http://www.avisfoligno.it/

Concorso letterario:
Premio Letterario Nazionale "Poeta per caso Città di Acireale", VII Edizione
Scadenza iscrizione: 
20 Marzo 2014 
Bando: 

Concorso di poesia:
Concorso "Poesia da tutti i cieli", III Edizione
 Scadenza iscrizione: 
21 Marzo 2014
Bando:

Concorso Io e gli altri: fragilità e risorse delle relazioni, 
V Concorso fotografico e II Concorso letterario.
Scadenza iscrizione: 
30 Marzo 2014 
Bando:

Concorso letterario:
"La Perla del Molise", II Edizione dal titolo Addio alla Terra.
Scadenza iscrizione: 
31 Marzo 2014 
Bando:

Concorso letterario:
Premio Letterario Internazionale Città di Arona "Gian Vincenzo Omodei Zorini" XVI Edizione.
Scadenza iscrizione: 
31 Marzo 2014 
Bando:
http://premiogvoz.altervista.org/

Premio Haiku per i bambini nel mondo sul tema “I sogni”, XIII Edizione, Anno 2013/2014
Scadenza iscrizione:
31 Marzo 2014 
Bando:
http://www.concorsiletterari.it/loghi/3991/Bando.pdf

Concorso letterario: 
Il Pane, I Edizione
Scadenza iscrizione:
31 Marzo 2014 
Bando:

Concorso letterario:
Premio Letterario Nazionale Terra d'Agavi, XXXII Edizione.
Scadenza iscrizione:
31 Marzo 2014 
Bando:
http://www.concorsiletterari.it/loghi/4085/Terra_agavi_2014.pdf

Concorsi letterari gratuiti in scadenza al 15 marzo 2014

Concorso letterario:
Premio Letterario "Raffaele Pellicciotta", XIII Edizione
Scadenza iscrizione:
2 Marzo 2014
Bando:
http://www.concorsiletterari.it/loghi/3936/coupon2013.pdf

Concorso di Poesia: 
PrimaVeraPoesia, IV Edizione
Scadenza iscrizione:
6 Marzo 2014
Bando:
 http://www.concorsiletterari.it/loghi/4067/concorso%20poesia.doc

Concorso di poesia:
Premio Nazionale di Poesia "Madre Claudia Russo", 2014
Scadenza iscrizione: 
11 Marzo 2014
Bando:

Concorso nattativa:
Premio Nazionale di Narrativa "Valerio Gentile", XVII Edizione
Scadenza iscrizione: 
14 Marzo 2014
Bando:

Concorso Letterario: 
Tuttiscrittori 2014, VIII Edizione
Scadenza iscrizione: 
15 Marzo 2014 
Bando:

Concorso di pesia:
Concorso Nazionale di Poesia Accademia dei Poeti, I Edizione
Scadenza iscrizione: 
15 Marzo 2014
Bando:

Concorso letterario:
Premio Tortoreto alla Cultura 2014, X Edizione
Scadenza iscrizione:
15 Marzo 2014
Bando:
http://www.concorsiletterari.it/loghi/3987/REGOLAMENTO%20PREMIO%20ok.pdf

Concorso Letterario: 
Storie di Monferrato, I Edizione
Scadenza iscrizione:
15 Marzo 2014
Bando:
 http://www.concorsiletterari.it/loghi/3996/premio+letterario.doc

Concorso Letterario: 
Nati per Vincere?, 2014
Scadenza iscrizione:
15 Marzo 2014
Bando:
http://www.concorsiletterari.it/loghi/4079/bando%20concorso%20NPV2014.doc

Concorso nattativa:
Premio Letterario Regionale Laura Bosia, I Edizione
Scadenza iscrizione:
15 Marzo 2014
Bando:



IL GRANDE PAN È MORTO!

Odo in lontananza la settemplice siringa
Buccina di promontori selvosi
Canto fatato dal ligneo suono
Ugne galoppano su universi paralleli
Sussultano i lauri d’Arcadia
Per l’enigma settenario di Natura.


Ghigno ambiguo
Il viandante impietrisce
A cospetto del tutto in uno
Esultano le oche
La ninfa urla
Dov’è il perno dello zodiaco
Sorriso di Dioniso?

“il grande pan è morto”
Non credere alle voci del mare
Forse è solo addormentato
Sotto l’ala di Mercurio.

Seriche sciabole di luce

Bolle di limpidi sogni in sfumature cobalto
ascendono alla luna
sorrisi di gatti
astuti e beati
se ne vanno
ignari e maculati
l'ovest scatena il tuono
in seriche sciabole di luce
il rosso avvampa
nel cupo tremore del riflesso
bolle di sogni volano.



Francesca Galleano 23/02/2014

La collezionista di pallette di neve

La luna è alta, la ghiaia del viale pare fosforescente e l'aria galleggia nel giardino. Elettra capovolge la palletta e l'argento scende sulla malga di plastica. All’interno, un cane corre festoso in un turbinio di fiocchi di neve simili a bianchi ossi.
L’aria calda della notte è come un sudario di garza.


La mattina comincia tardi per Elettra: ha solo il tempo di preparare il pranzo mentre il padre dorme. Ora prepara i biscotti alla vaniglia, a forma di stella. Mentre induriscono nel forno pensa che piaceranno a papà.
Le faccende domestiche la tengono occupata. Papà ha bisogno di tutto: pasti pronti, biancheria pulita, una casa linda e lustra.
Lei non ha più il tempo per lavorare. Papà è un tipo esigente; prima della pensione era cassiere alla banca del paese: praticamente la metà del denaro dei suoi concittadini passava tra le sue dita.
Abituato in banca a veder espletare con precisione ogni operazione, una volta in pensione ha voluto che anche le faccende domestiche ruotassero con la medesima esattezza.
Spesso telefona zia Susy che vuole parlare con papà; chiama sempre alle tre del pomeriggio, eppure sa bene che a quell’ora lui dorme sulla sua sedia a dondolo con il giornale sulla faccia.
Un pomeriggio Elettra vede zia Susy inerpicarsi a fatica su per la salita che conduce alla casa. Elettra chiude le tende, ma zia Susy sta già scampanellando al cancello per farsi aprire.
Pochi minuti dopo zia Susy arriva in giardino.
"Non puoi entrare, zia Susy, altrimenti mi sporchi i pavimenti e papà si scoccia" urla Elettra dal gradino della porta della cucina.
Ha il ventre a cesto, la zia, e con quel vestito a fiori pare una matrioska. Una matrioska indignata.
"Ormai mi sono arrampicata fin qui e tu mi fai entrare! E poi si può sapere perché tuo padre non vuole più parlarmi al telefono? Ce l’ha con me?"
"Sì, zia Susy, dice che sei una scocciatrice. Non vuole vederti."
"Ah, è così! Mi sono preoccupata per lui in tutti questi anni e mi ripaga in questo modo! Ora mi sente! E’ in salotto?"
"No, zia."
"E allora dove sta?"
"Nell’armadio."
"Che vuol dire nell’armadio? Mi stai prendendo in giro?"
Elettra va a socchiudere l’anta dell’armadio. Papà è lì, all’interno della sua palletta, sulla sedia a dondolo e con il giornale sulla faccia. Il sole e la luna si alternano quando lei agita la palletta. I fiocchi di neve scendono lievi.
Dal giardino, la voce di zia Susy.
"Ora vengo a stanarlo in camera sua, e tu non osare ripetermi che è nell’armadio!"
Elettra prende una palletta con dentro una vecchietta che ruzzola dalle scale, l’agita ben bene e mille stelline cadono sull’immagine stilizzata di zia Susy.
Ora la zia giace con il corpo ancora accartocciato per la caduta e il collo spezzato. Volge il muso al firmamento dalla vecchia cuccia del cane.
Il giorno dopo Elettra va alla banca a ritirare la pensione del padre, perché lui ormai è vecchio e non esce quasi più dall’armadio.
"Mi dia anche la pensione di zia Susy, ormai è anziana e devo pensare io a lei."
"Oh no, tua zia è ancora in gamba, la vedo sempre in giro per la piazza. Ma se vuole che sia tu a riscuotere per lei mi devi portare delega e documenti. Salutami papà".
Due giorni dopo, mentre Elettra capovolge per zia Susy la palletta, arriva zia Leonora con il poliziotto, quello panciuto che beve molta birra al bar.
Il poliziotto forza l’entrata e la sorprendono così, davanti a tutte le sue pallette di neve. Zia Leonora urla per l’orrore.
Elettra corre a nascondersi in soffitta.
Quando i poliziotti la trovano è rannicchiata su se stessa.
Regge una palletta di vetro che contiene un’anziana ragazza che regge una palletta di vetro.

FRANCESCA GALLEANO

Maliarda al fast food

“Mario, il prossimo mese non contare su di me. Lascio il fast food” mi dice Elena, una qualunque in questo mare di cameriere che vanno e vengono con i loro umori e i loro segreti.
Oggi le sue forme prorompono sotto dal lungo grembiule unisex; porta una polo blu sbottonata e un ciondolo a cuore di corallo si tuffa nel seno. Se Elena sbatacchia il sacco delle patatine, quelle tette vibrano invitanti come un dessert al cucchiaio e io lo noto adesso per la prima volta.
Elena se ne andrà dalle esalazioni di frittura, dal caldo della cucina, dalla ressa di impiegati in pausa pranzo. Mi mancherà. Al mattino mi fa trovare un caffé americano e intuisce sempre quando mi fermo a pranzo: senza che io lo chieda mi porta un hamburger. Gli altri ce l’hanno con lei perché è sbadata, brucia il pane e semina crocchette sul pavimento; è lenta, dicono che fare il turno con lei è un tormento e io mi ritrovo sempre ad appianare liti.
Ora vedo attraverso la porta aperta del bagno Elena allo specchio. La curva delle sue labbra pronuncia un umido invito imprigionato nel rossetto color mattone. Una donna che si trucca davanti al suo capo esibisce una provocazione rotonda.
“Elena, che fai? Al bancone c’è la fila. Ricordati che lavori ancora qui!”
“Ancora per pochi giorni… Presto perderai potere su di me e questo ti rode” risponde ridendo, e lentamente porta il suo culo sfacciato al bancone.
La raggiungo mentre riempie un bicchiere di birra alla spina, le indico una coppia di fighetti che mangia a un tavolo e le sussurro nell’orecchio le porcherie che, secondo me, faranno quei due stasera. Elena sorride maliziosa, mi incita a continuare. Allora immagino noi due a letto e scendo in dettagli sempre più scottanti. Sono tutto un fuoco ormai. Le sue guance si arrossano, gli occhi sembrano due crateri, sussulta sentendo cosa le farei.
I due se ne vanno; Elena ha finito il turno.
“Continueremo la conversazione stasera, a casa mia” le dico mentre si allontana. Lei sorride senza voltarsi e senza rispondere. Non dice che verrà.
Ho preparato una cena fredda. Lei verrà; non verrà, chi lo sa. Metto un disco e aspetto.
Sono già le nove. Suonano alla porta.
La faccio entrare; ha un soprabito lungo e leggero, in vinile rosso. Se lo toglie e sotto è nuda, prospera di glitter che mi ricordano la salsa tartara, e che subito comincio a leccare.

Francesca Galleano

Luisa non parte da sola

“Sto arrivando, aspettami”.
“Ti aspetto”. Ho risposto senza conoscere il destinatario dell’sms, ora prendo una birra dal frigo per ingannare il gusto di frutta marcia che sento in bocca.
C’è una richiesta su facebook, è Luisa, il mio primo amore. Eravamo alle scuole medie, ci tenevamo la mano mentre il camion dei traslochi portava via la sua casa e i nostri sogni. Da allora non l’ho più vista ma dopo il suo trasferimento gli adulti parlavano di lei a bassa voce.
Ora da facebook Luisa dodicenne guarda l’obiettivo con sguardo cupo, ha il vestito blu, il suo preferito. Le informazioni del profilo ripetono la frase dell’sms “Sto arrivando, aspettami”, dunque era Luisa a scrivermi.
“Dopo vent’anni sei tornata in città?”
“Non sono mai partita.”
“Incontriamoci!”
“Sto arrivando, aspettami”.
Non è partita, eppure ho visto i suoi mobili sul camion e lei che si allontanava in macchina con la famiglia facendomi “ciao” dal lunotto.
Ho un sonno agitato, vedo flash di lei con il vestito blu che fa rimbalzare una palla bianca, mentre i genitori mettono in macchina le valigie. Un sms mi sveglia: “dopo cena sul belvedere nord” accendo una sigaretta per scacciare questo odore di frutta marcia.
Passo la giornata in attesa di sera, a cena non sto più nella pelle:
“Mamma, ricordi la Luisa Rinaldi”
“Sì, poverina!”
“La vedo stasera. Perché poverina?”
“I Rinaldi hanno avuto un incidente mentre si trasferivano, credevo fossero morti tutti”.
Salgo in auto e penso a quando gli adulti parlavano a bassa voce di Luisa, nascondendo il brutto incidente a noi bambini.
Sento di nuovo odore di terra e frutta marcia. Ecco un sms “Sto arrivando”.
La strada è bagnata, ad una curva i fanali illuminano la piccola Luisa con un vestitino blu, mi guarda da orbite cave, per evitarla sbando, il guardrail si piega e sento il vuoto sotto di me, poi il buio.
Ora riposo di fronte a lei, attorno alla foto dell’eterna dodicenne in blu, una corona di frutta ormai marcia logora il marmo della lapide.

Francesca Galleano

Il signore del tempo

E' tutto nero il Signore del Tempo, calza un cappellaccio chiaro sul cui lato sinistro campeggia un orologio che non la smette mai di fare tic-tac spostandosi egli divide il mondo in quattro quadranti al centro dei quali la sua figura campeggia e si muove, non dorme mai, il tempo non riposa né va in vacanza.
Il Signore del Tempo cammina sempre viaggiando da destra a sinistra e ha fatto il giro della Terra già milioni di volte (quante siano in verità non ci è dato saperlo).
Il suo mondo diviso in quattro è lo specchio entro cui si muove, imprigionato.
Nel quadrante nero, che si lascia sempre alle spalle quando cammina, egli butta come in un sacco tutto il tempo perso dagli uomini, tempo sprecato tra affari inutili: ore di coda agli uffici postali, serate perse davanti a un brutto programma, dormite superflue, pigrizia, indecisione. Il tempo impietoso rovescerà il sacco nero sotto le palpebre dell'uomo che muore, per fargli capire cosa era davvero importante e cosa no.
Il Tempo viaggia verso due quadranti, quello in alto a destra ospita le ore azzurre dell'amore dell'attività all'aria aperta, delle gioie fruttate di godere serenamente l'amicizia di un'anima sincera e tutte le scelte che portano a volare, l'arte e la bellezza. Molte di queste ore diventano luce quando passano nel quadrante del passato felice, che si trova alla destra del Tempo, oltre il suo cappellaccio proprio sopra il quadrante nero dei vani ricordi.
Il lato basso di fronte al Tempo ospita i giorni verdi della crescita, la scuola, il lavoro, le sofferenze e le gratificazioni con le delusioni e le speranze di un futuro stabile e felice. Giorni che saranno smistati: molti di essi voleranno nel sacco nero, ma ciò che conta migrerà verso il quadrante di luce che è sempre dentro di noi.
Così il signore del tempo viaggia lasciandosi alle spalle frammenti disordinati di vite incrociate, e continuerà a camminare da destra a sinistra finché l'orologio sul suo cappello farà tic-tac.


Francesca Galleano

Concorsi letterari gratuiti in scadenza a febbraio 2014

Concorso narrativa:
Contest Fantaletterario Strani Giorni, I Edizione
 Scadenza iscrizione:
  25 Febbraio 2014
Bando:

Concorso narrativa:
Premi biennali di narrativa italiana inedita
Arcangela Todaro-Faranda
2014 
Scadenza iscrizione:
28 Febbraio 2014 
Bando:

Concorso poesia edita:
 Premio Solstizio, I Edizione
 Scadenza iscrizione:
 28 Febbraio 2014
Bando:

Concorso poesia e narrativa:
Premio Letterario Ultima Frontiera
VIII Edizione
Scadenza iscrizione: 
28 Febbraio 2014
Bando:

Concorso poesia:
Concorso Letterario di Poesie in memoria della prof.ssa Giusy Santonocito, II Edizione
Scadenza iscrizione: 
28 Febbraio 2014
Bando: 

 Concorso poesia:
Donna... Ancora
2014
Scadenza iscrizione: 
28 Febbraio 2014
Bando:

Concorso poesia:
Mamma mia!
Scadenza iscrizione: 
28 Febbraio 2014
Bando:

Concorso letterario:
Prosopon
Scadenza iscrizione: 
28 Febbraio 2014
Bando:

Tonio Kröger di Thomas Mann

Die Wintersonne stand nur als armer Schein, milchig und matt hinter Wolkenschichten über der engen Stadt. Naß und zugig war's in den giebeligen Gassen, und manchmal fiel eine Art von weichem Hagel, nicht Eis, nicht Schnee.
Die Schule war aus. Über den gepflasterten Hof und heraus aus der Gatterpforte strömten die Scharen der Befreiten, teilten sich und enteilten nach rechts und links.






Il sole invernale non era che un pallido chiarore, lattiginoso e stanco, dietro le coltri di nubi sulle vie raccolte della città. I vicoli chiusi dai frontoni delle case erano bagnati e percorsi dal vento, e di tanto in tanto vi cadeva una specie di grandine molle, né neve, né ghiaccio.
La scuola era finita. I ragazzi, finalmente liberi, fluivano a schiere per il cortile lastricato e, usciti dal cancello, si separavano e si allontanavano in fretta, a destra e a sinistra.

(Traduzione: Anna Rosa Azzone Zweifel)

fiore


veliero