E' tutto nero il Signore del Tempo, calza un cappellaccio chiaro
sul cui lato sinistro campeggia un orologio che non la smette mai di
fare tic-tac spostandosi egli divide il mondo in quattro quadranti al
centro dei quali la sua figura campeggia e si muove, non dorme mai,
il tempo non riposa né va in vacanza.
Il Signore del Tempo cammina sempre viaggiando da destra a
sinistra e ha fatto il giro della Terra già milioni di volte
(quante siano in verità non ci è dato saperlo).
Il suo mondo diviso in quattro è lo specchio entro cui si muove,
imprigionato.
Nel quadrante nero, che si lascia sempre alle spalle quando
cammina, egli butta come in un sacco tutto il tempo perso dagli
uomini, tempo sprecato tra affari inutili: ore di coda agli uffici
postali, serate perse davanti a un brutto programma, dormite
superflue, pigrizia, indecisione. Il tempo impietoso rovescerà il
sacco nero sotto le palpebre dell'uomo che muore, per fargli capire
cosa era davvero importante e cosa no.
Il Tempo viaggia verso due quadranti, quello in alto a destra
ospita le ore azzurre dell'amore dell'attività all'aria aperta,
delle gioie fruttate di godere serenamente l'amicizia di un'anima
sincera e tutte le scelte che portano a volare, l'arte e la bellezza.
Molte di queste ore diventano luce quando passano nel quadrante del
passato felice, che si trova alla destra del Tempo, oltre il suo
cappellaccio proprio sopra il quadrante nero dei vani ricordi.
Il lato basso di fronte al Tempo ospita i giorni verdi della
crescita, la scuola, il lavoro, le sofferenze e le gratificazioni con
le delusioni e le speranze di un futuro stabile e felice. Giorni che
saranno smistati: molti di essi voleranno nel sacco nero, ma ciò che
conta migrerà verso il quadrante di luce che è sempre dentro di
noi.
Così il signore del tempo viaggia lasciandosi alle spalle
frammenti disordinati di vite incrociate, e continuerà a camminare
da destra a sinistra finché l'orologio sul suo cappello farà
tic-tac.
Francesca Galleano
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