domenica 23 febbraio 2014

Il signore del tempo

E' tutto nero il Signore del Tempo, calza un cappellaccio chiaro sul cui lato sinistro campeggia un orologio che non la smette mai di fare tic-tac spostandosi egli divide il mondo in quattro quadranti al centro dei quali la sua figura campeggia e si muove, non dorme mai, il tempo non riposa né va in vacanza.
Il Signore del Tempo cammina sempre viaggiando da destra a sinistra e ha fatto il giro della Terra già milioni di volte (quante siano in verità non ci è dato saperlo).
Il suo mondo diviso in quattro è lo specchio entro cui si muove, imprigionato.
Nel quadrante nero, che si lascia sempre alle spalle quando cammina, egli butta come in un sacco tutto il tempo perso dagli uomini, tempo sprecato tra affari inutili: ore di coda agli uffici postali, serate perse davanti a un brutto programma, dormite superflue, pigrizia, indecisione. Il tempo impietoso rovescerà il sacco nero sotto le palpebre dell'uomo che muore, per fargli capire cosa era davvero importante e cosa no.
Il Tempo viaggia verso due quadranti, quello in alto a destra ospita le ore azzurre dell'amore dell'attività all'aria aperta, delle gioie fruttate di godere serenamente l'amicizia di un'anima sincera e tutte le scelte che portano a volare, l'arte e la bellezza. Molte di queste ore diventano luce quando passano nel quadrante del passato felice, che si trova alla destra del Tempo, oltre il suo cappellaccio proprio sopra il quadrante nero dei vani ricordi.
Il lato basso di fronte al Tempo ospita i giorni verdi della crescita, la scuola, il lavoro, le sofferenze e le gratificazioni con le delusioni e le speranze di un futuro stabile e felice. Giorni che saranno smistati: molti di essi voleranno nel sacco nero, ma ciò che conta migrerà verso il quadrante di luce che è sempre dentro di noi.
Così il signore del tempo viaggia lasciandosi alle spalle frammenti disordinati di vite incrociate, e continuerà a camminare da destra a sinistra finché l'orologio sul suo cappello farà tic-tac.


Francesca Galleano

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