Distorce prospettive
il fremito del diapason
su seriche trame
vibra dissoluto il suono
attutiscono lastre di ghiaccio
il grido sordo
nel ventre del sole
tutto ha un suono
e prfuma il canto
del vento al mattino
nel silenzio
rugiade e ragnatele.
sabato 1 marzo 2014
Fosca di Iginio Ugo Tarchetti (1839-1869)
Mi sono accinto piú volte a scrivere queste mie memorie, e uno
strano sentimento misto di terrore e di angoscia mi ha distolto sempre
dal farlo. Una profonda sfiducia si è impadronita di me. Temo immiserire
il valore e l'aspetto delle mie passioni, tentando di manifestarle;
temo obbliarle tacendole. Perché ella è cosa quasi agevole il dire ciò
che hanno sentito gli altri - l'eco delle altrui sensazioni si
ripercuote nel nostro cuore senza turbarlo - ma dire ciò che abbiamo
sentito noi, i nostri affetti, le nostre febbri, i nostri dolori, è
compito troppo superiore alla potenza della parola. Noi sentiamo di non
poter essere nel vero.
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