monotono,
il tedio del metronomo
assilla il respiro
boccheggia il pesce
nella boccia fresca
il vetro riflette distorsioni,
morbide,
iguane ambigue,
su sassi roventi
si consuma l'estate
(che tanto ritorna sempre).
Il sapore del ferro
angoscia di presagi,
inocula il sole
abbagliano rivoli sudati
agghiacciati su orologi
appannati dal fresco ristoro
ghirigori di gesso sul soffitto,
attoniti.
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